
Susy
Mi chiamo Susy Pezzella, ho 2 anni e 7
mesi, a soli 6 mesi papà e mamma si resero conto, vedendo la mia testa inclinarsi di
continuo e le mie mani intraruotate, che qualcosa non andasse. Subito corsero da tutti i
medici che conoscevano, finiti quelli, se ne inventarono tanti altri, ma la risposta era
sempre la stessa. Dissero che ero una bambina pigra con una leggera ipotonia che sarebbe
scomparsa entro l'anno di vita. Il 19 gennaio del 1998 quando avevo 11
mesi, quindi al termine delle preoccupazioni dei miei genitori (secondo il parere dei
medici), sopraggiunse una crisi respiratoria tale da determinare il mio ricovero nella
Rianimazione del Santobono di Napoli, dove, dopo accurate indagini, comunicarono a mamma e
a papà che ero affetta da Atrofia Muscolare Spinale tipo Werdnig Hoffmann . Non sapevo
cosa fosse questa malattia, credo neanche i miei genitori, ma dalla disperazione che
leggevo dai loro occhi, mi resi conto che era qualcosa di grave. Incominciai seriamente a
stare male, per ben due volte il mio cuoricino si fermò e tutte due volte come per magia
riprese a battere. Mi trachesotomizzarono e mi collegarono ad una macchina per respirare. I medici che mi assistevano
amorevolmente, dicevano sempre ai miei genitori che la faccenda era molto seria, che
difficilmente i bambini affetti da quella malattia potevano vivere più di 2 anni; però
proprio a Napoli c'era un'altra bambina affetta dalla mia stessa malattia assistita da
loro, che era riuscita a tornare a casa con una adeguata assistenza domiciliare:
"FEDERICA". I miei genitori vollero conoscerla e fu proprio quell'incontro con
Federica a far nascere in loro un desiderio ancora più grande di volermi riportare a
casa. I medici del Santobono si attivarono, diedero inizio alle pratiche burocratiche, ma
ahimè furono talmente lunghe che trascorsero ben 14 mesi sembrava una partita di ping
pong disputata dalla mia ASL (ASL NA 3 ) e la rianimazione del Santobono di Napoli
disputata anziché con palline con carte, fax ed io facevo la parte della rete, insomma
trascorsero 14 mesi prima che io potessi fare ritorno a casa TANTI VERO? Fu solo grazie all'intervento della
Fondazione "Federica" che i dirigenti della mia ASL decisero di dare velocità
alle pratiche, per cui il mio ritorno a casa diventò una realtà. Oggi sono felice, da 6 mesi sono a casa
nella mia cameretta colorata, piena di giocattoli, ma soprattutto piena d'amore che solo
la mia mamma e il mio papà potevano darmi. Ah! Dimenticavo, credo vi faccia
piacere saperlo, grazie all'esperienza dell'ormai mia carissima amica Federica, per ben 2
volte sono uscita di casa. E' stato bello veder materializzare un
mondo che ho imparato a conoscere dal televisore. Napoli 25.09.99
|